Arrivano i festival /3

Un caffè ad Armungia, sedicente Festival dei piccoli paesi, il 23 giugno isserà sul nuraghe, per la prima volta, la bandiera de su priali antigu, il motivo tradizionale della tessitura armungese.

Cliccando sul poster qua sopra, si può consultare il programma del primo Festival dei piccoli paesi (io lo avrei chiamato piuttosto Festival dei paesi piccoli, ma non ho voce in capitolo).

A promuovere discussione e sperimentazione su “una nuova coscienza di luogo” c’è la meritoria associazione Casa Lussu, con tutto quel che comporta in termini di peso storico, simbolico e affettivo per noi sardi pelosi di montagna.

Un caffè ad Armungia, oltre a ospitare Giacomo Casti, Arrogalla e persino Chiara Effe, può rivendicare a pieno titolo di essere l’unico festival al mondo che ha pagato il progetto della sua immagine grafica in beni primari e non in vile danaro via bonifico.

Il suggello dell’accordo, previa adeguata contrattazione, è avvenuto con stretta di mano fra i contraenti e ha visto la consegna brevi manu, a saldo, di:
n.1 asinello di un anno (e suoi documenti di viaggio recanti il nome Federico);
n.1 vasca in cemento per lavare (usata, condizioni discrete);
n. 1 tappeto di m 1,50 x 0,80 (tessuto a mano in lino grezzo e lana di pecora);
n. 2 pani tipo civraxiu, di giornata;
n. 1 formaggio di capra in via di marcescenza.

E scusate se è poco.
Nella foto, un momento dello scambio.

2017: il calendario per Internazionale

Avevo carta bianca, come si dice. Ero eccitato e contento. Dodici illustrazioni per dodici mesi, che ci vuole.

Ma ho avuto la bella pensata di mettermi alla prova con soggetti rognosissimi: architetture, paesaggi, prospettive, cieli (nuvole!), acqua (riflessi!), aria ecc., tutta roba che odio disegnare proprio perchè di solito mi viene malino. L’idea però sembrava buona: dodici luoghi segnati, nel bene e nel male, da architetture più o meno famose, più o meno belle.

Come tema per il calendario di Internazionale è una paraculata abbastanza ruffiana, diciamolo. Ma al fondo la motivazione era ed è sincera: voglio bene al giornale che da anni mi ospita sulle sue pagine e senza il quale non farei questo lavoro. Inoltre i luoghi, le storie che generano, mi hanno sempre interessato, anche se non amo viaggiare. Non sono stato in nessuno dei posti che ho rappresentato (tranne uno, quello più vicino), per dire.


Con questi disegni volevo dire qualcosa di importante che fosse all’altezza del buon nome della testata. Peccato che non ricordi qual era, questa cosa importante.

A un certo punto, vinto dall’ansia di strafare, sono andato in bomba.

Per qualche motivo mi ero fissato su due modelli di illustrazione ben al di sopra dalla mia portata: Maxfield Parrish (luci, atmosfere) e N.C. Wyeth (disegno, colori). Ho provato con tutte le forze a riprodurre quelle alchimie sui miei soggetti, ma non è andata bene. Succede.


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Poesia e dintorni (di Modena)

Diffusa in nove comuni del modenese, in questi giorni si tiene la dodicesima edizione del Poesia Festival.
Poeti famosissimi, e anche giovani esordienti, recitano, declamano, compongono e discutono la Poesia per quattro giorni davanti a un folto pubblico attento, appassionato e competente. Dev’essere bello, esserci.

L’agenzia Tracce di Modena, che cura l’immagine della rassegna, mi ha commissionato qualche illustrazione da accostare al bel logotipo, composto in Big Caslon.

Ecco cosa è venuto fuori (clicca per ingrandire):

Con questa immagine, oltre alla consueta pubblicistica a stampa e sul web, sono stati prodotti anche svariati poeticissimi gadgets.

I guazzabugli tipografici con cui i quattro personaggi delle illustrazioni sembrano interagire sono alcuni miei vecchi, vecchissimi, collage presi da alcuni miei vecchi, vecchissimi, quaderni costruiti con carta trovata in giro, su cui incollavo pezzi di testo ritagliati dai giornali, cercando composizioni in cui le scritte, pur rimanendo riconoscibili come tali, risultassero illeggibili.

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Stampe³

È passato qualche mese (era marzo) dall’annuale edizione di Arte³ (arte al cubo), e nel frattempo sono successe molte cose, belle e anche meno belle, ma niente è riuscito a intaccare l’energia e l’entusiasmo delle ragazze e dei ragazzi della Consulta Giovani di Palmas Arborea,

che anche quest’anno mi hanno voluto affidare la grafica del loro bellissimo festival:

Per sostenere il prezioso lavoro della Consulta, i ragazzi hanno messo in vendita una serie di 30 (trenta) stampe della mia illustrazione, numerate e firmate:


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Festival Isola delle storie 2016

Per il terzo anno consecutivo Sabina Era ha realizzato
l’immagine per il Festival Isola delle storie che si tiene a Gavoi (Nu)
e come l’anno scorso, di concerto con l’associazione che gestisce
il festival, mi ha chiesto qualche disegno a tema.

Sabina, senza dubbio la grafica più brava e preparata sull’isola,
come sempre ha fatto il grosso del lavoro occupandosi della polpa,
come sempre ai massimi livelli, e come sempre ha preferito tenersi
in disparte, lasciando che i complimenti li facessero tutti a me
per i disegnini.


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Altro che Storie

“Sto scappando da un po’”.
È l’incipit di un racconto della scrittrice Hiromi Kawakami, tradotto da Laura Testaverde per Internazionale, che lo ha pubblicato nel numero monotematico Storie del dicembre 2015, tutto dedicato alla letteratura giapponese.

“Non sono sola: siamo in due”.

“Una volta ci è capitato di parlare dell’idea di morire”.

I racconti del numero natalizio della rivista, selezionati da un curatore (per il Giappone è stato Motoyuki Shibata), sono di solito illustrati dal meglio degli illustratori italiani*. Quest’anno invece hanno chiamato anche me.


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Cinema, cinema e cinema

Cinema a Cremona
Tapirulan, benemerita associazione di Cremona che si occupa di illustrazione e dintorni pubblicando libri, organizzando eventi e promuovendo autori, mi ha invitato a partecipare alla mostra intitolata 33T d’autore: i manifesti dei film di Ugo Tognazzi (se uscissero oggi).

Nell’ambito della rassegna Cremona per Ugo, che celebra il venticinquennale della scomparsa del grande attore, gloria cittadina e nazionale, Tapirulan “ha chiesto ad alcuni tra i più interessanti illustratori e grafici italiani” di rifare i manifesti di trentatrè dei film interpretati da Tognazzi.

A me, nonostante avessi chiesto La vita agra di Lizzani, è stato assegnato In nome del popolo italiano di Dino Risi.

Come si può vedere la lista dei partecipanti annovera gente bravissima e famosissima, più il sottoscritto.
Ringrazio Fabio e l’associazione per avermi invitato. La mostra sarà visitabile fino a gennaio.

Cinema a Sassari
Il Festival internazionale del Cinema urbano DocSS, che si tiene a Sassari in questi giorni, mi ha affidato, per voce dell’ottimo curatore Sergio Scavio, la realizzazione dell’immagine-simbolo di questa prima edizione.

DocSS vorrebbe “raccontare la città come orizzonte concettuale e materiale” e si fregia di un programma ricco e molto ben selezionato fra anteprime, omaggi e film in concorso. Gli organizzatori mi hanno gentilmente ospitato a Sassari per i primi due giorni del festival e fra una mangiata e l’altra ho potuto vedere tre film.
Tutti belli, ma uno non lo dimenticherò facilmente. Si intitola Per Ulisse e ho avuto la fortuna di poter stringere la mano al suo autore, Giovanni Cioni.

E cinema a Los Angeles
Variety, gloriosa rivista di Los Angeles bibbia del cinema hollywoodiano fondata nel 1905, mi ha chiesto un’illustrazione a commento di un articolo che parla di cinema e tv (“there is so much good TV on nowadays; no one wants to invest time watching a screener for a movie that may or may not be good when there’s so much TV to watch”).

Sotto l’attenta guida dell’art director Vanessa Morsse, persona gentilissima e paziente, ho prodotto la perla qua sotto.