Figure epiche

Sabato 16 e domenica 17 marzo, anziché andare a seminare fagioli e fare ancora un po’ di legna (che sarebbe il caso, la stagione incombe), sarò ad Orani a parlare di illustrazione editoriale agli iscritti al laboratorio Bella figura!, commissionato e ospitato dal Museo Nivola.

Nel modulo di iscrizione online ho esposto i contenuti e obiettivi con queste parole:

Cos’è l’illustrazione editoriale? E cosa vuol dire fare illustrazione editoriale qui, oggi? Occorre “saper disegnare”, per farla? Bisogna essere un po’ “artisti”?
Quanto (e quando) è importante che un testo sia “illustrato”?
Durante il laboratorio Bella figura! parleremo della sostanziale inutilità dell’illustrazione editoriale e di come la cosiddetta creatività, lungi dall’essere uno strumento di elevazione intellettuale, non sia altro che un abbaglio indotto dal sistema capitalistico. En passant, parleremo anche di arte, artisti e opere d’arte e di quanto convenga starne lontani per vivere felici.
Ai partecipanti sarà proposto, a titolo sperimentale, di concepire due illustrazioni per un articolo pubblicato sul sito della rivista Internazionale.

Meglio dire subito che non so rispondere alle domande qua sopra (cos’è l’illustrazione ecc.).
Però di illustrazione editoriale negli ultimi vent’anni ne ho fatta una quantità, qualunque cosa sia, e credo di averne pure imbroccata qualcuna, ogni tanto.
Ad esempio anni fa, per tramite del radioso studio Tuna Bites di Bologna, ho disegnato una serie di figurine per un’antologia in tre volumi edita dalla Zanichelli. Dovendo proporre un’immagine per il laboratorio di Orani, ho pensato di usarne alcune, opportunamente ritoccate.
Le figurine originali andavano a comporre lo sfondo delle pagine di apertura dei capitoli tematici dell’antologia, come si vede qua sotto.

L’impaginazione e la rigorosa art direction sono di Simona Tonna, che ringrazio qui per avermi scelto e per avermi assistito durante la lavorazione.

I temi erano quelli che uno si immagina di trovare in un’antologia per licei, divisi in Epica, Narrativa, Poesia e Teatro:

Il mito e l’epopea
L’epica omerica
L’epica romana
Gli eroi epici della Bibbia
L’epica medievale e rinascimentale
Un tema: lo sport
I metodi della narrazione
I generi della narrazione
Un autore: Umberto Eco
Un tema: il cibo
I metodi della poesia
I temi della poesia
In principio: l’italiano delle origini
Un autore: Umberto Saba

(Un autore: Guido Gozzano)
I generi del teatro
Un tema: essere figli

(Un tema: padri e figli)

Quelli fra parentesi nell’elenco sono stati fatti ma non pubblicati (poi c’era anche una sezione dal criptico nome marxiano Officina, che non so cosa volesse evocare nelle menti liceali).

Se uno vuole, e non ha un orto da curare, può giocare ad accoppiare i titoli delle sezioni alle rispettive figure qua sotto, che ho deliberatamente mischiato e movimentato. Quelli più bravi riusciranno forse a individuare i riferimenti a personaggi e opere letterarie che ho usato per (quasi) ognuna delle sezioni.

Via al cronometro. In palio, una manciata di fagioli buonissimi.


















Non serve aggiungere che Orani è un paese ricco di storia, arte e gente che val la pena conoscere. Il Museo Nivola è molto bello. Nelle stanze di fianco a quella dove si tiene il mio laboratorio sono esposti, ancora per qualche giorno, i disegni di Le Corbusier. Per dire.

2 commenti a · thoughts onFigure epiche

  1. Questa volta non mi tiro indietro!
    Carissimo Angelo Monne, sono una assidua lettrice di Internazionale. Sono anni ormai che soprattutto mi godo la bellezza e la potenza discreta delle tue illustrazioni. Ora che leggo quello che scrivi ancora meglio ti riconosco.
    Sono una artista e tra l’altro lavoro – poco – come illustratrice. Il mio modo di illustrare a differenza del tuo e di quello di tanti altri bravi illustratori in cui mi imbatto è estremamente diversificato. Nonostante abbia compiuto i 50, dei quali più di 20 a lavorare con le immagini, sono ancora nel pieno della sperimentazione e cerco di farne un punto d’onore, benchè consapevole che per la committenza la versatilità non lo sia.
    Comunque: un mondo di complimenti, intanto.
    PS: se hai modo di sbirciare il mio sito e ne hai voglia fammi sapere che ne pensi.

  2. Cara Sabina, grazie!
    Condivido molto il tuo pensiero, anch’io – a 56 suonati – mi sento “nel pieno della sperimentazione” e spero di non smettere mai, con buona pace della committenza, chiunque essa sia. Siamo in cammino, tuttə!
    Come sai, ho già avuto il piacere di “sbirciare” il tuo sito e conoscere un po’ del tuo lavoro, nonché di congratularmi per la mostra che di recente hai inaugurato a Roma:
    https://www.exibart.com/evento-arte/sabina-zocchi-terza-persona/

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