Arrivano i festival /1

Il Festival L’isola delle storie di Gavoi quest’anno vedrà i suoi vessilli cosparsi di vaghe sagome antropomorfe, zoomorfe e fitomorfe, con qualche elemento d’arredo.


L’elenco completo comprende:
5 lettori maschi in pose le più varie, uno con cappello;
5 lettrici femmine, una va di fretta, le altre assorte;
4 umani di sesso indefinibile, o qualcosa del genere;
2 bambini, entrambi di corsa ma lei sembra contenta, lui meno;
3 uccelli: uno in volo, uno su imbarcazione di fortuna, l’altro legge;
5 vegetali non edibili;
2 gatti di cui uno fuori forma;
un toro qualsiasi;
una martora lunga con il complesso della donnola;
un coniglio non Bianco;
una pecora (ma solo perché l’ha chiesta Maria Carmen);
un canide in piedi con libro di London, aperto;
un pesce di vario tipo;
un cetaceo che legge Melville*;
un gallo privo di spessore;
un centauro abbastanza flessibile;
una maschera sinistra, in basso a destra;
una sedia per sedersi, ma c’è il libro sopra;
una lampada per leggere al buio;
un caffè, ci vuole;
un vaso vuoto;
una corona inservibile;
un giovane eptapode, di profilo.
E poi sì, anche uno scoglio, un martello, un cappello e un’automobile che viaggia verso il sole con un’unica, piccola nuvoletta per un totale di 48 vaghe sagome in grigio-azzurro e libri rossi, su fondo bianco.

(*) Forse Moby Dick, forse nella nuova discussa traduzione, forse comprata a Sassari da Emiliano Longobardi, ma non si vede bene.


Come da tradizione, l’eccellente progetto grafico è di Sabina Era.

Arrivano i festival /2

Il Poesiafestival di Modena (e dintorni) quest’anno porterà alti sulle sue insegne strani animaletti ricoperti e circondati da scritte tipografiche inintelliggibili.





Sono molto grato al Poesiafestival di avermi scelto ancora, per il secondo anno consecutivo, e di aver accettato questa soluzione – non so se azzeccata, ma certamente non scontata – per la sua immagine istituzionale e promozionale, curata dallo studio Tracce e supervisionata dallo spietato art director Francesco Morandi.

Le illustrazioni digitali, in questo caso, sono un’elaborazione ad hoc di disegni realizzati a inchiostro e collage in anni lontanissimi, anni che mi vedevano disegnare su un tavolo della campagna marchigiana per il puro piacere di farlo, lontano dall’isola, senza assilli lavorativi e con ancora qualche capello in testa.

Cliccando sulle foto qua sotto si può sfogliare il libretto e vedere i disegnini:


Arrivano i festival /3

Un caffè ad Armungia, sedicente Festival dei piccoli paesi, il 23 giugno isserà sul nuraghe, per la prima volta, la bandiera de su priali antigu, il motivo tradizionale della tessitura armungese.

Cliccando sul poster qua sopra, si può consultare il programma del primo Festival dei piccoli paesi (io lo avrei chiamato piuttosto Festival dei paesi piccoli, ma non ho voce in capitolo).

A promuovere discussione e sperimentazione su “una nuova coscienza di luogo” c’è la meritoria associazione Casa Lussu, con tutto quel che comporta in termini di peso storico, simbolico e affettivo per noi sardi pelosi di montagna.

Un caffè ad Armungia, oltre a ospitare Giacomo Casti, Arrogalla e persino Chiara Effe, può rivendicare a pieno titolo di essere l’unico festival al mondo che ha pagato il progetto della sua immagine grafica in beni primari e non in vile danaro via bonifico.

Il suggello dell’accordo, previa adeguata contrattazione, è avvenuto con stretta di mano fra i contraenti e ha visto la consegna brevi manu, a saldo, di:
n.1 asinello di un anno (e suoi documenti di viaggio recanti il nome Federico);
n.1 vasca in cemento per lavare (usata, condizioni discrete);
n. 1 tappeto di m 1,50 x 0,80 (tessuto a mano in lino grezzo e lana di pecora);
n. 2 pani tipo civraxiu, di giornata;
n. 1 formaggio di capra in via di marcescenza.

E scusate se è poco.
Nella foto, un momento dello scambio.

2017: il calendario per Internazionale

Avevo carta bianca, come si dice. Ero eccitato e contento. Dodici illustrazioni per dodici mesi, che ci vuole.

Ma ho avuto la bella pensata di mettermi alla prova con soggetti rognosissimi: architetture, paesaggi, prospettive, cieli (nuvole!), acqua (riflessi!), aria ecc., tutta roba che odio disegnare proprio perchè di solito mi viene malino. L’idea però sembrava buona: dodici luoghi segnati, nel bene e nel male, da architetture più o meno famose, più o meno belle.

Come tema per il calendario di Internazionale è una paraculata abbastanza ruffiana, diciamolo. Ma al fondo la motivazione era ed è sincera: voglio bene al giornale che da anni mi ospita sulle sue pagine e senza il quale non farei questo lavoro. Inoltre i luoghi, le storie che generano, mi hanno sempre interessato, anche se non amo viaggiare. Non sono stato in nessuno dei posti che ho rappresentato (tranne uno, quello più vicino), per dire.


Con questi disegni volevo dire qualcosa di importante che fosse all’altezza del buon nome della testata. Peccato che non ricordi qual era, questa cosa importante.

A un certo punto, vinto dall’ansia di strafare, sono andato in bomba.

Per qualche motivo mi ero fissato su due modelli di illustrazione ben al di sopra dalla mia portata: Maxfield Parrish (luci, atmosfere) e N.C. Wyeth (disegno, colori). Ho provato con tutte le forze a riprodurre quelle alchimie sui miei soggetti, ma non è andata bene. Succede.

Qua sotto, tre delle tante illustrazioni scartate.



Per fortuna Giovanni De Mauro, il direttore, che sa di cosa parla quando giudica un’illustrazione, mi ha assistito in una faticosissima selezione/revisione e alla fine il calendario è andato in stampa. Senza i suoi preziosi suggerimenti sarei ancora qui a gingillarmi con sfumatini, colonnati e chiappe al vento.

Comunque è andata. Domani sarà  in edicola. Gli amici di Internazionale sono contenti (credo, spero, mi sembra) e questa è l’unica cosa che conta. Spero tanto che lo siano anche i lettori.

Io, per un po’, tornerò alla zappa nella mia amata campagna che a volte, giuro, sembra proprio disegnata da Parrish.

Letture:
Giancarlo De Carlo, L’architettura della partecipazione, Quodlibet 2013;
Giancarlo De Carlo, Nelle città del mondo, Marsilio 2002;
Franco La Cecla, Contro l’architettura, Bollati Boringhieri 2008;
Michela Murgia, Futuro interiore, Einaudi 2016;
Richard Sennett, L’uomo artigiano, Feltrinelli 2014.

Poesia e dintorni (di Modena)

Diffusa in nove comuni del modenese, in questi giorni si tiene la dodicesima edizione del Poesia Festival.
Poeti famosissimi, e anche giovani esordienti, recitano, declamano, compongono e discutono la Poesia per quattro giorni, in posti meravigliosi davanti a un folto pubblico attento, appassionato e competente. Dev’essere bellissimo.

L’agenzia Tracce di Modena, che cura l’immagine della rassegna, mi ha commissionato qualche illustrazione da accostare al bel logotipo, composto in Big Caslon.

Ecco cosa è venuto fuori (clicca per ingrandire):

Con questa immagine, oltre alla consueta pubblicistica a stampa e sul web, sono stati prodotti anche svariati poeticissimi gadgets.

I guazzabugli tipografici con cui i quattro personaggi delle illustrazioni sembrano interagire sono alcuni miei vecchi, vecchissimi, collage presi da alcuni miei vecchi, vecchissimi, quaderni costruiti con carta trovata in giro, su cui incollavo pezzi di testo ritagliati dai giornali cercando composizioni in cui le scritte, pur rimanendo riconoscibili come tali, risultassero illeggibili.
Su una delle copertine c’è scritto “novembre 92”.






La mia prima proposta per le illustrazioni del Poesia Festival, però, è stata un’altra. Meno didascalica, forse, dove i personaggi non erano così preminenti e anziché relazionarsi a quella strana specie di poesie concrete, guardavano o si tenevano in equilibrio su giganteschi sassi.

I sassi mi piacciono. Mi verrebbe da dire che per chi sa leggerla, su ogni sasso c’e scritta tantissima poesia, molta più di quanto un singolo cervello potrebbe reggere. È la poesia senza poeti, quindi al suo meglio.
Ma siccome di poesia non ne so molto, essendo un fruitore occasionale e abbastanza distratto di letteratura in versi, direi che questa dei sassi è una cazzata e il festival di Modena ha fatto bene a scegliere l’altra versione delle illustrazioni.

Qui c’è il programma del Poesia Festival.

Ringrazio l’art director Francesco Morandi (Tracce) per l’aiuto e i preziosi suggerimenti.

 

Stampe³

È passato qualche mese (era marzo) dall’annuale edizione di Arte³ (arte al cubo), e nel frattempo sono successe molte cose, belle e anche meno belle, ma niente è riuscito a intaccare l’energia e l’entusiasmo delle ragazze e dei ragazzi della Consulta Giovani di Palmas Arborea,

che anche quest’anno mi hanno voluto affidare la grafica del loro bellissimo festival:

Per sostenere il prezioso lavoro della Consulta, i ragazzi hanno messo in vendita una serie di 30 (trenta) stampe della mia illustrazione, numerate e firmate:

Qualche stampa è ancora disponibile, per chi vuole acquistarla e dare una mano al gruppo di giovani più bello, combattivo, inventivo nonché improbabile che -personalmente- abbia mai conosciuto.

Contattateli via facebook o via mail: laconsultagiovanile@yahoo.it.
Grazie!

Festival Isola delle storie 2016

Per il terzo anno consecutivo Sabina Era ha realizzato
l’immagine per il Festival Isola delle storie che si tiene a Gavoi (Nu)
e come l’anno scorso, di concerto con l’associazione che gestisce
il festival, mi ha chiesto qualche disegno a tema.

Sabina, senza dubbio la grafica più brava e preparata sull’isola,
come sempre ha fatto il grosso del lavoro occupandosi della polpa,
come sempre ai massimi livelli, e come sempre ha preferito tenersi
in disparte, lasciando che i complimenti li facessero tutti a me
per i disegnini.

La verità è che questi disegni, belli o brutti che siano,
trattati e impaginati come sa fare lei, risultano essere
“elegantissimi e raffinati”. Ma con quasi 30 anni di professione
alle spalle posso dire a buon titolo che senza Sabina non sarebbe
stata per niente la stessa cosa. Quindi grazie Sabi.

Altro che Storie

“Sto scappando da un po’”.
È l’incipit di un racconto della scrittrice Hiromi Kawakami, tradotto da Laura Testaverde per Internazionale, che lo ha pubblicato nel numero monotematico Storie del dicembre 2015, tutto dedicato alla letteratura giapponese.

“Non sono sola: siamo in due”.

“Una volta sola ci è capitato di parlare dell’idea di morire”.

I racconti del numero natalizio della rivista, selezionati da un curatore (per il Giappone è stato Motoyuki Shibata), sono di solito illustrati dal meglio degli illustratori italiani*. Quest’anno invece hanno chiamato anche me.

“Fino a quando fuggiremo, Mōri?”.

Da lettore, non posso dire di aver apprezzato il racconto. Anzi, la verità è che non l’ho capito (questa cosa dice molto del lettore che sono e quasi niente dell’autrice, sicuramente una bomba). Forse, semplicemente, non è la mia cup of tea, come si dice (o la mia botte di cannonau, o insomma ci siamo capiti).

“Chissà se in cambio di questi cespi di komatsuna ci daranno da dormire”.

Chissà se Giulia Zoli (grazie Giulia!), la redattrice che mi ha chiamato, gentilissima e supercompetente come tutti gli amici di Internazionale, ci ha pensato, al fatto che il titolo del racconto potesse risultare allusivo per un illustratore isolano.

E comunque sono stato felicissimo, direi anzi onorato, di vedere il mio lavoro pubblicato accanto a quello di ben più illustri colleghi (l’elenco qua sotto parla da solo), fra l’altro su un numero speciale della rivista che amo e che, evidentemente, un po’ mi ama anche lei.

“Ti penti di essere venuta con me?”.

(*) Lorenzo Mattotti, copertina Storie;
Gabriella Giandelli, Gita al parco;
Manuele Fior, Domenica dove?;
Franco Matticchio, Zombi;
Stefano Ricci, In cinque versi;
Gipi, La foresta sul fiume;
Francesca Ghermandi, Progresso sociale;
Emiliano Ponzi, Il ladro di occhiali;
Ale&Ale, I due mostri.
In allegato, il calendario 2016
illustrato da Chiara Dattola.

Cinema, cinema e cinema

Cinema a Cremona
Tapirulan, benemerita associazione di Cremona che si occupa di illustrazione e dintorni pubblicando libri, organizzando eventi e promuovendo autori, mi ha invitato a partecipare alla mostra intitolata 33T d’autore: i manifesti dei film di Ugo Tognazzi (se uscissero oggi).

Nell’ambito della rassegna Cremona per Ugo, che celebra il venticinquennale della scomparsa del grande attore, gloria cittadina e nazionale, Tapirulan “ha chiesto ad alcuni tra i più interessanti illustratori e grafici italiani” di rifare i manifesti di trentatrè dei film interpretati da Tognazzi.

A me, nonostante avessi chiesto La vita agra di Lizzani, è stato assegnato In nome del popolo italiano di Dino Risi.

Come si può vedere la lista dei partecipanti annovera gente bravissima e famosissima, più il sottoscritto.
Ringrazio Fabio e l’associazione per avermi invitato. La mostra sarà visitabile fino a gennaio.

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5 pezzi facili

Il laboratorio Raku Ceramiche artistiche di Cagliari mi ha chiesto
di fare qualche disegno a tema libero sui piatti che saranno messi
in vendita alla Festa della Ceramica 2015 (Giardini pubblici di Cagliari,
a ottobre; le date sono ancora da fissare).

Non avevo mai disegnato direttamente sulla ceramica ma Tore e Cristina
sono stati così gentili da spiegarmi con pazienza come si fa.

Ecco i cinque piatti che ho decorato (fotografati
da Mariantonietta Monne, mia nipote, sul selciato davanti all’ingresso
del laboratorio, prima della cottura; clicca per ingrandire):

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Stupore a Park Avenue

Mariano Tomatis, instancabile wonder injector, scrittore e rigoroso storico della magia, nonché preclaro mago del popolo in performances ad alto contenuto di intelligenza, mi ha commissionato un’illustrazione per il manifesto della conferenza che ha tenuto venerdì 13 marzo a New York.

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Com-me-dia. a Cagliari · Com-me-dia.

Fra il 2009 e il 2010 ho realizzato più di trecento illustrazioni per un’edizione della Commedia di Dante Alighieri edita da Zanichelli e curata da Riccardo Bruscagli e Gloria Giudizi.
Between 2009 and 2010 I’ve made more than 300 illustrations for an edition of the immortal Dante Alighieri’s Commedia, published by Zanichelli under the supervision of Riccardo Bruscagli and Gloria Giudizi.

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Segni di un altro genere

Sabato 23 novembre a Bologna, nella Sala Ercole di Palazzo d’Accursio si inaugura la mostra Segni di un altro genere. Quando l’illustrazione parla di violenza sulle donne, organizzata e promossa dalla Casa delle donne di Bologna.
Questo è il mio contributo:
Saturday, November 23th, at Sala Ercole of Palazzo d’Accursio (Bologna) will be presented the exhibition “Segni di un altro genere. Quando l’illustrazione parla di violenza sulle donne”, promoted from the organization Casa delle donne of Bologna.
This is my take on it:

Segni di un altro genere. Quando l'illustrazione parla di violenza sulle donne
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